…L’ UTILE
E IL DILETTEVOLE COL… “DIVING CENTER PUNTA STILO”
Ho 36 anni, sono volontario della
Protezione Civile, sezione Unita` Cinofile da Soccorso (Rettungshundestaffel
Dolomiten) della provincia di Bolzano, gruppo, regolarmente
iscritto all' E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana)
e facente capo all' U.C.I.S. (Unita` Cinofile Italiane da
Soccorso), per il quale, da ormai otto anni ho cercato di
approfondire le modalita' di ricerca, le norme di sicurezza
( in superfice, su macerie, su valanga e su mezzi di trasporto
), sistemi e tecniche di orientamento e soprattutto l' impiego
delle procedure e delle tecniche di primo soccorso. Mai ho
pensato al salvataggio in acqua con il mio compagno (Kuma),
in quanto le due unita` del nostro gruppo che si sono preparate
e brevettate in questa specializzazione, limitavano l' intervento
del cane, al solo traino del naufrago o del canotto di salvataggio
fino all' asciutto, che comunque, non e` certo poca cosa !
Ma spesso il supporto delle stesse unita` cinofile viene giustamente
tralasciato e non tenuto in considerazione in quanto, la tecnologia,
anche nel settore nautico, ha fatto si che i primi soccorsi
fossero sempre piu` tempestivi, cosa assai determinante in
fase di recupero. Fino a quando, lo scorso novembre, durante
la ricerca di un ragazzo di 29 anni, dato per disperso nei
pressi di due piccoli laghi, a pochi chilometri da Bolzano,
le guide alpine ed i vigili del fuoco, coordinatori e responsabili,
questi ultimi, delle ricerche, si trovarono a far fronte ad
un piccolo problema rivelatosi in seguito molto grave e che
avrebbe compromesso l' intera ricerca, o se non altro, ne
avrebbe ritardato gli esiti. E' stato proprio in quella situazione,
che, essendo appena rientrato dal rastrellamento dell' area
di ricerca assegnatami, incuriosito, mi sono soffermato a
guardare le ricerche dei sommozzatori dei vigili del fuoco,
reduce io, dal corso di sommozzatore di I° grado IDEA, potete
immaginare con quale entusiasmo ed interesse seguivo quelle
ricerche, ripassavo tutte le fasi di controllo delle attrezzature,
tutte le procedure da effettuare prima dell' immersione, e
devo ammettere che, se non avessi avuto simpatici insegnanti,
ma soprattutto intransigenti professionisti come Mario ed
Alfina si siano rivelati, non avendo avuto modo di effettuare
altre immersioni al nostro rientro dalle ferie, sicuramente,
tanti piccoli dettagli da non sottovalutare, e altrettanti
accorgimenti fondamentali per un' ottima riuscita dell' immersione,
sarebbero passati in quella parte di cervello, di facile accesso,
che e` il dimenticatoio. Purtroppo, ritornando alla ricerca
di quel ragazzo (ammalato di leucemia e che fra l'altro aveva
gia` in passato manifestato alla famiglia il desiderio di
farla finita), di tutta l' area di ricerca di competenza del
nucleo sommozzatori, rimaneva una macchia di circa trecento
metri quadrati da perlustrare, lungo la riva del versante
opposto, a causa del fitto canneto che si contrapponeva fra
l'area aperta del lago e la riva, zona inaccessibile in parte,
per i sub, ancor meno per i mezzi nautici e completamente
priva di visibilita' per gli elicotteri dei Carabinieri. Nel
pensare e studiare come setacciare la zona, era diventato
ormai quasi buio e ben presto si dovettero sospendere le ricerche,
per non mettere a repentaglio l' incolumita` degli stessi
soccorritori. Si perse, quel giorno, del tempo preziosissimo
(visto l' urgente bisogno d' intervenire, mediante cure analoghe
alla patologia del caso), anche se in quella stessa circostanza,
la tempestivita', non avrebbe determinato l' esito del ritrovamento
del disperso in vita. Lo trovammo, infatti, il giorno dopo,
giu` dalla parete del monte (Penegal) che sovrasta la zona
della Bassa Val d' Adige in condizioni a dir poco indescrivibili.
Ho voluto raccontare questo intervento, per collegarmi agli
insegnamenti ed alle esperienze che il buon Mario Tassone
e la simpaticissima, ma, pur sempre scrupolosa, Alfina, mi
hanno messo a disposizione al di la` di quelli che sarebbero
stati gli insegnamenti standard previsti da un corso O.W.D.
(Open Water Diver) IDEA, infatti, durante il corso, sono state
tante le occasioni, per confronti, parentesi del tutto personali,
e idee, che a mio avviso, nell' ambito della Protezione Civile
hanno dato un posto di spicco piu` che meritato al “DIVING
CENTER PUNTA STILO”. Quel giorno, in quell' intervento, con
la preparazione adeguata e con l' attrezzatura giusta, con
il mio compagno (Kuma), avrei potuto chiedere l' autorizzazione
ad intervenire in quella macchia, senza per altro perdere
il controllo sul mio compagno, dandogli quella sicurezza di
cui avrebbe avuto bisogno nei momenti di maggiore difficolta',
ma soprattutto avendo avuto la possibilita` di intervenire
in modo efficiente in caso di ritrovamento del disperso. Attualmente
frequento un corso di formazione professionale piu` specifico
per addetti al primo soccorso, continuando, per altro, l'
addestramento con Kuma nell' intervenire in condizioni sempre
piu` disparate, ed e` mia intenzione, questo settembre prossimo,
ritrovare i miei amici al Diving Center Punta Stilo, per il
susseguirsi della mia preparazione nell'ambito della protezione
civile, nel settore nautico, con il corso per emergenze subacquee,
e chissa` che anche mia moglie, che fino all' anno scorso,
non riusciva ad indossare la sola maschera in superficie,
ed e` riuscita ad immergersi, anche se solo a qualche metro
dalla riva, ma soprattutto costantemente, dietro la super
visione di Alfina e della sua scrupolosa assistente (la figlia),
che l' estate prossima non si decida anche lei a scoprire
quello che, aime`, per molti ancora, e` il paradiso che si
vorrebbe toccare, ma che ci si rifiuta di affrontare, per
quella grande paura che e` la mancanza di ossigeno. Ed e`
proprio in quell' angolo di paradiso, dove ognuno di noi,
ha bisogno l' uno dell' altro, lo Staff del Diving Punta Stilo,
ha fatto si', che la preparazione, la professionalita', la
simpatia e la determinazione, rendessero l' ingresso del medesimo
accessibile a tutti, non dimentichero` mai, infatti, l' entusiasmo
e la disinvoltura di mia figlia (cinque anni), nel suo primo
approccio, equipaggiata di tutto punto, con questo splendido
mondo, visto, fino all' estate scorsa solo in qualche cartone
animato. Grazie di cuore ed a presto rivederci. Daniela, Luna
e Achille Bilotta (BZ)