LA
CITTA' IDEALE
L’opera e il disegno utopico
di una citta' ideale, scritta sotto forma di dialogo filosofico
tra un cavaliere dell’ordine degli Ospitalieri di San Giovanni
in Gerusalemme, e un “Genovese nocchiero del Colombo”, che
narra del suo arrivo all’odierna isola di Sumatra, chiamata
Taprobana, e della sua partenza per la Citta' del Sole, fondata
da genti provenienti dalle Indie, che scelsero di vivere “alla
filosofica in commune”.
La citta' sorge su di un’altura ed e divisa
in sette gironi, chiamati con il nome dei pianeti; a essa
si accede attraverso quattro porte, situate nei quattro punti
cardinali. Nella sua parte alta o acropoli vi e un tempio
circolare, sul cui altare e situato un mappamondo. Il capo
e un Principe Sacerdote (Sole o Metafisico), col quale collaborano
principi minori come Pon, ovvero Potesta, Sin, ovvero Sapienza,
Mor, ovvero Amore, che si sono suddivisi le varie mansioni
(ad esempio Amore si prende cura della procreazione, dell’educazione,
della salute...) e hanno diversi “offiziali” atti a eseguire
i loro ordini (ad esempio da Sin dipendono “l’Astrologo, il
Cosmografo [...], il Loico, il Rettorico, il Grammatico [...],
il Morale”).
Nella citta' non esiste il concetto di
proprieta': la sua assenza impedisce che l’avidita' prenda
piede e che l’amore comune per il lavoro e la patria sia soppiantato
dall’amor proprio.
Tutti ricevono la stessa educazione in tutte le arti
e viene eletto Principe Sacerdote o Sole chi risulta perfetto
nell’esercizio delle cognizioni apprese, con particolare attenzione
al sapere filosofico, essenziale per l’arte del buon governo.
I figli, la cui nascita e limitata per evitare il sovraffollamento
della citta', sono educati in comune e, essendo comune anche
l’uso delle stanze e delle cucine, i giovani devono servire
gli anziani, portando loro rispetto.
Soprattutto e assolutamente inesistente qualsiasi discriminazione
di classe, essendo la nobilta' d’origine sostituita con una
di natura morale e filosofica.
Importante e altresi' l’esercizio fisico, secondo i
dettami dell’antichita', atto a forgiare forti guerrieri.
Poco in uso e invece il commercio, mentre sia la navigazione,
sia l’agricoltura sono tenute in grande stima e quest’ultima
permette un’alimentazione naturale.
Nella citta' sono assenti le prigioni, perche' superflue,
cosi come poche ed essenziali sono le leggi, essendo la vita
regolata da una religione molto simile a quella cristiana,
grazie alla quale si crede nell’immortalita' dell’anima e
nell’efficacia della preghiera: per questo si onorano Dio
e i corpi celesti, ma soprattutto il sole.