LA CATTOLICA
Ma la chiesa piu' famosa di Stilo e' unica al Mondo
e' la Cattolica. Quando tra il sec. IX la storia di Stilo
e' ancora un mistero sulle pendici del monte Consolino —-
il Mons pinguis libertatis di Tommaso Campanella —- la Cattolica
alza gia' nell’azzurro le sue cinque cupole aeree su l’incrocio
degli archi, che circondano monumenti greco-romani. E intanto
dalle absidi e dalle lesene, dagli sguanci di destra e di
sinistra delle finestre, dalle volte a botte e dalle pareti
del meraviglioso edificio guardano e pregano, nel loro pensoso
frontalismo bizantino, molti santi e la Vergine in trono avvolta
in un largo mantello azzurro cosparso di gigli gialli. La
Cattolica fu illustrata da innumerevoli critici di arte ed
e universalmente riconosciuta come un’opera unica nella singolarita
della sua costituzione e del suo meraviglioso equilibrio architettonico.
< La Cattolica e sorta nella terrasanta del Basilianismo
e del Bizantinismo, fortemente abbarbicati alle aspre rocce
dei monti calabresi, che tanto avevano resistito anche alla
penetrazione della grecita classica. La Calabria con l’afflusso
nel sec. IX e X della Sicilia di nuovi elementi, era diventata
una nuova Tebaide di anacorenti, la cui fama sara spinta fino
a Costantinopoli ed a Gerusalemme. Tutto nella Cattolica spira
bizantinita; la sua struttura, l’organismo di pianta ed alzato,
l’orditura policroma delle murate esterne, la selvetta delle
cupole, lo sguardo volto verso lo Jonio, dove fin dal secolo
VIII a.C. era venuta tanta luce di civilta', infine anche
la modestia sua decorazione parietale interna. Nella commemorazione
di T. Campanella tenuta in Squillace da Arturo Lattanzio si
parla di un’ antica tomba nella parete di rimpetto alla porta
di entrata ( dove ancora si scorgono i segni di una larga
apertura non bene murata ): al dito del defunto fu rivenuto
un anello di raro valore. Questo e il mirabile fiore, sbocciato
tra le rocce del Consolino mille e piu anni fa: questa, la
gemma piu preziosa —
IL
CASTELLO SUL MONTE CONSOLINO
Nell’ alto Medioevo le terre del litorale calabrese
dovettero organizzare una difesa contro le incursioni dei
barbari che scendevano dal nord e contro i Saraceni che assalivano
le sue marine. Nerbo della difesa erano i castelli che sorgevano
sui monti a custodia e salvaguardia dei feudi. Tra i castelli
della R. Curia, come si ha dai documenti del 1269, figura
anche quello di Stilo. Questo era costruito da Ruggero il
Normanno sul monte Consolino, evidentemente per dominare meglio
la cittadinanza irrequieta. Castello che si innalzava sulla
vetta del Consolino e strettamente legato allo sviluppo di
Stilo, che era anche circondata da mura, torri ed altri baluardi
opportunamente eretti a difesa e in parte ancora esistenti.
Il padre Apollinare Agresta abate generale dell’ ordine basiliano,
che dimoro a lungo a Stilo, cosi ne parla nel volume La vita
di San Giovanni Terestis del 1677 : <La citta, oltre ad
essere gia forte, e munita di difese, e di difensori era anche
resa inespugnabile dal castello, che torreggiava sulla cima
del detto monte, che con la sua superiorita la signoreggiava,
e teneva sicura da qualunque oste ben numerosa: anzi per essere
questo castello assai forte sopra tutti gli altri della provincia,
era in quei tempi pregiatissimo al re e godeva di alcune prerogative,
e fra le altre, che molti baroni e feudatari, fossero obbligati
alle sue riparazioni>. Si apprende da Vito Capialbi che
Stilo, cosi’ munita, pote sostenere un’energica difesa, quando
nel sec. XVI sostenne per tre mesi l’assedio che con 4000
pedoni, e 2000 cavalieri le avea posto il Preside della Provincia.
Nella parte centrale del Castello c’era un chiesa o una cappella
con un altare maggiore, dietro il quale girava un piccolo
coro e quattro altri altari addossati ai muri perimentali,
due per parete. Si riavvisano tutt’ ora gli affreschi di un
tempo.