IL MARE D’INVERNO
MAGICO E IRREALE
L’altra Calabria
Sott’acqua d’inverno I tesori del mare
C’e' un’intera letteratura e
c’e' almeno una canzone famosa sul mare d’inverno. Luogo del
desiderio (vacanziero) quando e' estate, che quasi nessuno
guarda fuori stagione. Ma questo mare conserva una forza senza
limiti ed e parecchio eccitante. D’estate tutto sembra scontato,
i paesini costieri sono invasi da turisti e villeggianti,
il litorale e preso d’assalto. In inverno, invece, il mare
si veste di un manto austero e solenne, di un indaco di pace
e solitudine. Un colore indefinito, che non e grigio, ma nemmeno
azzurro, ne tantomeno viola. Un colore fatto di mille colori,
di mille stati d’animo. E di mille attese. Il mare d’inverno
e' una sospensione irreale, alienazione volontaria verso una
meditazione che e assenza di ragione. Un’assenza cosi densa
di pensiero, di sentimento della realta'. Nessuna ombra impressa
nella sabbia, solo orme profonde, che il mare si affretta
a cancellare. «Il dolce sapore del mare, l’estasi sublime
in cui ogni sentimento si annulla e la pace si confonde con
la gioia». Queste cose le conoscono molto bene Mario e Alfina,
una giovane coppia amante del mare. Amanti soprattutto delle
profondita' marine. Di quelle dei mari del Sud. Dei mari,
soprattutto, che circondano la Calabria, che conservano un
fascino straordinario. Mario e Alfina da alcuni anni hanno
aperto un centro immersioni, non in un centro rivierasco ma
in un borgo antico, a Stilo a qualche centinaio di metri sul
livello del mare, in piena collina. Nel Diving Center “Punta
Stilo” Mario e Alfina diffondono la cultura del mare. A modo
loro. «Chi ha conosciuto il mare in profondita' non puo piu
essere come gli altri». Partendo proprio dal fare capire ai
molti che, per curiosita', varcano l’ingresso del centro,
che ogni uomo ha, in fondo, un desiderio inconscio di ritornare
nell’elemento che ha dato origine alla vita, oppure avverte
il bisogno di scoprire tutto quanto era mistero intorno a
lui. «Nel “Mare” e concentrata gran parte di quello straordinario
valore aggiunto rappresentato dall’intreccio di natura, cultura
e arte». E’ quello che si legge sul primo pannello che introduce
la nuova mostra documentaria che la coppia sta finendo di
allestire nelle sale del centro immersioni. Bellissime fotografie
scattate in fondo ai mari calabresi. Un “Mare”, si, proprio
con la “M” maiuscola come lo scrivono Mario e Alfina. Mare
d’amore. Per il Diving Center Punta Stilo e' questo uno degli
assi su cui fondare una nuova e piu' forte identita'. Grazie
ai tesori che i nostri fondali custodiscono, alla collaborazione
e all’impegno, si sta disegnando sulla carta della subacquea
una nuova geografia territoriale, che e al contempo la riscoperta
di una piu antica geografia di valori storici, culturali,
territoriali ed ambientali. Desiderio di liberta' e spirito
di avventura, hanno spinto, oltre venti anni fa, Mario e Alfina,
a calarsi nelle profondita' marine. La liberta' e l’avventura
dell’esplorazione di un mondo che dalla superficie era ed
e assolutamente inimmaginabile. Ma cio' che conta e che i
due sub “collinari” hanno imparato presto a comunicare a tutti
le scoperte e le sensazioni provate. E non solo attraverso
le immagini particolari riprese nei fondali. Piano piano i
due si sono attrezzati e fanno scuola, fanno salvataggi e
recuperi. Col tempo, insomma, si e dimostrata assai efficace
la loro presenza sott’acqua. Mario e Alfina sono come le donne
coreane, amano fare immersioni anche d’inverno. Nel mare d’inverno
fatto di mille colori, di mille stati d’animo. Le loro immersioni
diventano cosi piu imprevedibili. E qui sta pure la bellezza
ed il fascino in piu dei mari che bagnano la Calabria. Jonio
e Tirreno, due mari i cui fondali custodiscono segreti e colori
che si svelano agli occhi di Mario e Alfina, che meglio degli
altri sono sempre pronti a catturarne i piu' piccoli dettagli.
I mari di Calabria, luoghi di storie leggendarie e di creature
fantastiche che regnano nelle profondita'. La curiosita' esplorativa
dei due sub e forte e ogni volta che si avventurano negli
abissi riescono a scoprire sempre cose nuove. Puro istinto
per il “profondiamo” che si puo capire seguendo la traccia
di alcune leggende e della mitologia. Mario e Alfina richiamano
subito alla mente la leggenda di Glauco, figlio di Poseidone,
e Scilla, la bellissima e soave fanciulla, che per la prima
volta figura accompagnata da ninfe e sirene ma, ingannata
dalla maga Circe, comincio a trasformarsi in un mostro marino,
con sei teste latranti e dodici orribili e deformi gambe.
La sua pelle, prima liscia e delicata come un petalo di rosa,
comincio a coprirsi di squame ruvide e lucenti, e la sua voce,
prima melodiosa e dolce, divenne rauca e abbaiante. Appena
Scilla s’accorse d’essere divenuta un mostro, non resse alla
disperazione e si getto in mare. Glauco, secondo la leggenda,
nacque umano, pratico l'attivita' di pescatore, la sua immortalita'
e la sua natura di divinita' marina derivarono da un’erba
magica. Il suo corpo muto sembianze, assumendo una forma di
coda di pesce nella parte inferiore. Divenne un tritone del
mare, immortale e profetico. Sul fondo egli vide una casa
attorniata da un giardino bellissimo, pieno di alghe e di
coralli, un caleidoscopio di colori stupendi, mentre attorno
si udiva una musica dolcissima e allettante. Vi entro' e ne
fece la sua reggia. L’andare sott’acqua riesce ad esercitare
lo stesso influsso magico che troviamo nei racconti e nelle
leggende sul mare e forse questo potrebbe spiegare il fascino
che attira il subacqueo a vivere l’esperienza dell’immersione.
Giulio Verne, l’autore di Ventimila leghe sotto i mari, fa
dire al geniale Capitano Nemo, protagonista del romanzo: «…pochi
metri sotto il suo livello, il potere degli uomini cessa!
Vivete, vivete anche voi nel grembo del mare, vi troverete
la liberta'! ».
Tra Jonio e Tirreno
Dalla “Secca del Ciccillo”
alla “Fossa del Monaco”
le meraviglie dei nostri fondali
Questa volta le immersioni di
Mario e Alfina, dopo una adeguata pianificazione, partono
da Soverato. Carichi di attrezzatura e con la muta addosso
caricano le loro cose sull’imbarcazione e con un piccolo salto
sono con le gambe gia dentro il gommone. Direzione: la “secca
del Ciccillo”. Abbandonata la superficie, e un momento magico,
unico. «Siamo in un altro Mondo, il silenzio, la pace, l’assenza
di peso. Ci sembra quasi di volare. E’ fantastico». Una piccola
baia formatasi, chissa quando, per un bradisisma. Una fossa
che scende a piu' di cinquecento metri, com’e ricorrente nello
Jonio, ma che riserva sorprese e paesaggi inimmaginabili,
lunari. Mimetizzato ad un ramoscello, la gramigna di mare,
e attaccato con la coda una specie molto rara di cavalluccio
marino, utilizzati nel periodo della Magna Grecia per rituali
magici. Ecco un crinoide, sembra una “pianta che cammina”.
I suoi simili si sono tutti estinti milioni di anni fa. Non
molto distante dalla baia c’e la “Fossa del monaco”. Li vicino
le “corna d'alce”, una formazione corallina molto bella, e
delicatissima e non si puo' nemmeno sfiorare. Si puo solo
ammirare, come a gruppi adorna gli anfratti piu bui dove i
suoi polipi si ergono per nutrirla. E’ qui' che abita il pesce
pappagallo, arrivato da qualche anno anche nel Mediterraneo
per effetto del surriscaldamento delle acque. E pare che sia
contento della nuova dimora. Per Mario e Alfina arriva il
momento del “debriefing”, per una analisi collettiva della
missione-immersione. E approfittano per spostarsi in un tratto
piu a sud della costa jonica catanzarese. E' uno dei quarantaquattro
itinerari che i due sub effettuano tra il mare Jonio, il Tirreno
e lo Stretto. Comunque, un itinerario ancora inesplorato e
vergine. Inizia l’immersione nella “secca del Vatro'”. Sorvolare
sulle praterie di “Posidonia oceanica” alla ricerca di qualcosa,
e una esperienza affascinante. Due “Stelle serpentine” eseguono
i loro giochi amorosi, il classico rituale prima dell’accoppiamento.
Sembrano bravissime contorsioniste e questa caratteristica
ha permesso loro di resistere al tempo e alle correnti. Ma
le sorprese non finiscono. Adagiata sul fondale una torpedine.
Sembra assai gonfia; ha il ventre pieno di uova, in procinto
di deporle. Mario e Alfina fanno attenzione a non avvicinarsi
ai “sensori” che si vedono sul dorso della “tremola”. Riescono
ad emanare vere e proprie scariche elettriche capaci di fare
sbalzare anche i subacquei. I fondali del cuore della Magna
Grecia regalano sorprese dietro sorprese. Per fortuna non
tutti i sommozzatori che frequentano i mari calabresi, in
alcune specifiche localita', hanno l’occhio per accorgersi
del patrimonio archeologico sottomarino, solitamente ben mimetizzato,
dopo millenni, con quell’habitat. Ma Alfina e Mario, piu'
di vent’anni fa', hanno cominciato a praticarsi nella subacquea
archeologica, e sono arrivati a fare importanti ritrovamenti,
segnalati al competente Ministero. Ma le immersioni nella
zona del Tempio Sommerso dell’Antica Kaulon sono sempre una
novita'. Le sorprese continue e infinite. Tra rocchi di colonne
e massi di antiche banchine fanno compagnie, alla coppia di
sub, ricci e donzelle, che sembrano ripararsi sotto una serie
di ombrellini cinesi, una prateria di alghe dette, appunto
“ad ombrellino”. I ricci sembrano voler ricreare una ambientazione
tipica dell’antica Grecia, quando essi erano utilizzati per
alcuni filtri magici. E che dire delle donzelle? La donzella
e un’ermafrodita proterogina e quindi i giovani sono tutti
di sesso femminile e solo in seguito diventano maschi. Sullo
sfondo un altare sacrificale magnogreco. Nel programma dei
titolari del Diving Center Punta Stilo non sono previste le
solite immersioni nel solito luogo. E cosi, abbandonato il
mare Jonio, Mario e Alfina passano ad un altro mare, con altre
leggi, altre forme di vita e itinerari unici al mondo. E’
lo Stretto. Dinanzi all’incantevole abitato di Scilla. E’
un mondo di alta biologia sottomarina, quella esplorata dai
sub Mario e Alfina, e conosciuta sotto il nome di “Madonna
della misericordia. Ecco l’alga assassina”, molto ricercata
dai subacquei. Alfina e Mario Tassone sono i “segnalatori
ufficiali per la Calabria” sono stati loro i primi a segnalare
la specie, esattamente dieci anni addietro, alle competenti
autorita e da li, l’Universita della Calabria ha inviato sul
posto degli specialisti per studiare i rari insediamenti botanici.
Sotto le acque dello Stretto vive pure uno strano molluscone
bitorzoluto, il cetriolo di mare. Secondo una credenza asiatica
ancora viva, l’animaletto pare abbia delle miracolose proprieta
taumaturgiche e afrodisiache. Le esplorazioni sottomarine
di Mario e Alfina si concludono in una esplosione di colori,
tra colonie arborescenti di coloratissime gorgonie a ventaglio
e in mezzo a veri e propri “ boschi” di spirografi, molto
grandi e maestosi, per il gioco particolare delle correnti.
Il “computer subacqueo” dei due subacquei indica che il tempo
a loro disposizione e finito, e guadagnano la superficie.
«La lingua non e sufficiente a dire e la mano a scrivere tutte
le meraviglie del mare».
Antichi miti e fervide fantasie
Un’esplosione di colori tra colonie arborescenti
di gorgonie e spirografi
Pubblicato
alle pagine 1
,
16
e 17
del Quotidiano di Domenica 8 febbraio 2009 dallo Scrittore
FRANCESCO SORGIOVANNI