Il MANUALE
DEL VOLONTARIO
Il MANUALE DEL VOLONTARIO
(Norme di comportamento)
A cura di: Alfina e Mario Tassone
INDICE
1.- La logistica
1.a.- La logistica deve garantire
2.- Il volontario
2.a.- Comportamento del volontario
2.b.- Equipaggiamento del volontario
2.b.1.- Vestiario
2.b.2.- Equipaggiamento di sussistenza
2.b.3.- Pronto soccorso personale
3.- Riassumendo
4.- Comportamento del volontario soccorritore
5.- Comportamento e reazioni delle vittime di una catastrofe
5.a.- Reazioni individuali delle vittime
5.b.- Reazioni collettive delle vittime
6.- Il ruolo attivo della popolazione colpita dalla catastrofe
7.- La catastrofe
7.a.- Classificazione delle catastrofi
7.a.1.- Classificazione delle catastrofi in base alla loro
origine
7.a.2.- Classificazione delle catastrofi secondo il numero
delle vittime
8.- Conclusioni
1.- LA LOGISTICA
LA LOGISTICA e' definita l'arte di predisporre, da parte di
personale preparato, i
mezzi di trasporto, le comunicazione, gli approvvigionamenti,
le strutture di
accoglienza e di ricovero.
Nel quadro di una situazione di emergenza, si tratta dell'insieme
del personale, dei
mezzi e dei materiali da mettere in opera per una buona organizzazione
dei soccorsi.
1.a.- La logistica deve garantire:
A) Primo soccorso immediato;
B) Diagnosi medica delle vittime traumatizzate, completata
da interventi di
estrema urgenza che consenta loro di sopravvivere ed affrontare
il trasporto
(triage);
C) Ripristino e gestione dei sistemi di comunicazione tra
l'area sinistrata, il
mondo esterno e i soccorritori;
D) Evacuazione dalla zona sinistrata;
E) Trasporto e conservazione di viveri e materiali;
F) Distribuzione di viveri e materiali a sinistrati e soccorritori;
G) Installazione e gestione di strutture di ricovero per sinistrati
e soccorritori;
H) Sostituzione periodica del personale soccorritore.
L'impegno dei mezzi, la loro distribuzione, il loro impiego
sul terreno, tenendo conto
della natura della catastrofe, delle conseguenze materiali
e umane e dei compiti da
svolgere, e chiamata TATTICA
2.- IL VOLONTARIO
Il Volontario organizzato costituisce una risorsa indispensabile
nella gestione
dell'emergenza. In base alle conoscenze specifiche partecipa
direttamente alle
operazioni di soccorso, provvedendo al trasporto e alla cura
dei feriti, all' assistenza
della popolazione, oppure ad attivita tecniche o logistiche.
I Volontari, ben equipaggiati ed addestrati, e bene che si
presentino sul luogo
dell'emergenza gia organizzati in gruppi precostituiti, omogenei,
ed autonomi. E'
l'Autorita' responsabile dell'organizzazione dei soccorsi
a decidere il numero di
volontari da utilizzare e il luogo dove inviarli.
Il volontario deve svolgere il compito che gli e' stato affidato,
con efficacia e
disciplina, a qualunque livello della catena dei soccorsi
si trovi ad operare.
2.a.- COMPORTAMENTO DEL VOLONTARIO
Quando il Volontario e' il primo testimone di un evento, deve:
1) Trasmettere l'allarme.
2) Fornire tutti le informazioni e gli elementi utili perche
l'intervento dei
soccorritori sia rapido e mirato.
3) ATTENZIONE - Le informazioni che il Volontario fornisce
devono
rispecchiare la realta' e se non dettate da una specifica
conoscenza, non devono
contenere valutazioni personali.
4) Deve rimanere sul luogo dell'evento fino all'arrivo dei
soccorsi. Deve
sospendere la propria azione individuale nel momento in cui
si costituisce la
prima organizzazione di soccorso.
5) Quando il Volontario e inserito in una azione di soccorso
articolata e
complessa, deve:
• Integrare la propria attivita' nel piano generale dei soccorsi.
• Evitare di isolarsi e compiere azioni dettate solo dalla
propria iniziativa
e dal proprio impulso.
2.b.- EQUIPAGGIAMENTO DEL VOLONTARIO
Il Volontario, quando partecipa ad un'azione di soccorso,
deve essere in grado di
operare nelle condizioni ottimali, senza costituire un peso
per gli altri soccorritori.
Il Volontario soccorritore, percio, deve essere dotato di
adeguati MEZZI
INDIVIDUALI DI PROTEZIONE.
Questi sono di due tipi:
1) VESTIARIO
2) EQUIPAGGIAMENTO DI SUSSISTENZA
2.b.1.-VESTIARIO
Il Volontario deve indossare capi di abbigliamento (vestiario)
con le seguenti
caratteristiche:
• essere adatto alle condizioni ambientali in cui si e sviluppata
l'emergenza.
• proteggere il Volontario dall'azione di elementi ostili
(caduta di oggetti,
folgorazioni, ecc...)
• essere rinforzato nelle tre parti piu importanti del corpo:testa
con casco protettivo,
mani con guanti, piedi con stivali o altre calzature specifiche
se le condizioni di
lavoro lo richiedono.
• essere adatto alle condizioni climatiche della localita'
colpita dall'emergenza: deve,
quindi, proteggere il Volontario dal caldo, dal freddo, dalla
pioggia o dall'umidita,
anche per periodi prolungati.
• essere idoneo al posto di lavoro a cui e assegnato il Volontario
• essere comodo, non ostacolare i movimenti, ma non deve offrire
appigli
• essere di tessuto resistente.
Nel caso in cui il Volontario sia dotato di una divisa, questa
deve:
• essere omologata
• essere identica per tutti i membri della stessa organizzazione
• avere un colore particolare, un simbolo o un distintivo
ben visibile per permettere
l'identificazione del Volontario e della sua mansione.
2.b.2- EQUIPAGGIAMENTO DI SUSSISTENZA
Il Volontario soccorritore deve essere autonomo soprattutto
nel primo periodo
dell'emergenza , in attesa che la componente logistica dei
soccorsi venga organizzata.
Il Volontario deve essere autonomo sul piano:
ALIMENTARE ( scorta di acqua da bere, razioni alimentari)
ALBERGAMENTO ( sacco a pelo, coperta, eventuale tenda )
Il Volontario, inoltre, anche durante l'emergenza, deve rispettare
le regole di igiene
personale, soprattutto in caso di intervento prolungato nel
tempo. Il materiale
necessario (biancheria di ricambio, sapone, dentifricio, ecc...)
deve essere conservato
in contenitori (borse o zaino) di facile trasporto.
• equipaggiamento personale del volontario soccorritore
• torcia elettrica e batterie di riserva
• accendino
• fornello a gas
• posate (forchetta, coltello, cucchiaio)
• coltello multiuso
• borraccia
• borsa per pulizia personale
• asciugamani
• busta cucito
• maglie (cotone o lana )
• calze ( cotone o lana )
• biancheria intima
• 1 maglione
• 1 paio di pantaloni
• 1 tuta da ginnastica
• 1 berretto di lana
• 1 paio di guanti di lana
• 1 paio di guanti da lavoro
• 1 impermeabile ( mantella, giacca, k - way, ecc...)
• 1 paio di scarpe da ginnastica
• 1 paio di pedule (scarpe pesanti con suola in para)
• 1 paio di stivali
• 1 sacco a pelo
• 1 coperta
Se si e' in possesso di una tuta/divisa , alcuni vestiti indicati
non sono strettamente
necessari. Il tessuto degli indumenti deve essere scelto in
base al clima della zona
colpita dall'emergenza o alla stagione. L'elenco puo essere
completato con altri
oggetti o indumenti particolarmente necessari al singolo Volontario.
2.b.3.- PRONTO SOCCORSO PERSONALE
ATTENZIONE - E' opportuno che il Volontario porti con se,
sia durante l'emergenza
che in esercitazione, un minimo pronto soccorso personale,
per far fronte a piccole
emergenze (escoriazioni, abrasioni, piccole ferite, distorsioni,
ecc...)
Esistono in commercio confezioni gia pronte, comunque e bene
avere a disposizione:
• cerotti preparati di diverso formato
• cerotto adesivo
• cotone idrofilo
• preparati disinfettanti (alcool, acqua ossigenata, bialcool)
• spille di sicurezza
• garza sterile
• ammoniaca (per la cura di punture di insetti)
• laccio emostatico
• forbici
Il materiale sopra indicato deve essere conservato in un contenitore
impermeabile a
chiusura ermetica. Per completezza di informazione, occorre
ricordare che sarebbe
opportuno avere a disposizione anche:
• bende triangolari (servono a sostenere un arto offeso, a
tener ferma una medicazione alla testa, al piede,al ginocchio
stecche di diversa lunghezza (in caso di fratture articolari)
• pomate antiustione
• pomate antistaminiche
• pomate per curare traumi. contusioni, distorsioni
• bagni oculari
• ghiaccio secco
• guanti monouso
• pinze per rimuovere schegge
E' opportuno, inoltre, che il Volontario abbia con se un documento
che riporti il
gruppo sanguigno di appartenenza ed eventuali altre informazioni
sanitarie.
3.- RIASSUMENDO
quando il volontario soccorritore e' chiamato a svolgere un
compito o a portare a
termine una missione, deve:
1) frenare ogni slancio impulsivo
2) frenare la propria suscettibilita
3) lasciare spazio ad un atteggiamento modesto e allo spirito
di disciplina
Il volontario deve possedere tutte le qualita' necessarie
per operare in un ambiente
ostile o su un terreno difficile. questo adattamento alle
diverse funzioni si ottiene con
un addestramento permanente e un aggiornamento continuo nel
campo delle proprie
conoscenze specifiche.
Se saranno rispettate queste condizioni, l'opera del volontario
sara' efficace nella
catena dei soccorsi e potra portare il proprio aiuto in ogni
situazione di emergenza
eccezionale.
4.- COMPORTAMENTO DEL VOLONTARIO SOCCORRITORE
Il Volontario soccorritore, quando si trova nella localita'
colpita dalla catastrofe,
davanti alle rovine delle case, alla sofferenza dei feriti,
ai morti, alla disperazione di
chi ha perso i propri cari o i propri averi, deve saper controllare
le proprie inevitabili
emozioni, al fine di poter prestare la propria opera di soccorso
al meglio. Si possono
diminuire gli effetti dovuti alle forti emozioni imparando
a ripetere i "gesti tecnici" in
modo automatico. Questo risultato lo si raggiunge effettuando
molte esercitazioni:
solo cosi il Volontario soccorritore puo svolgere il proprio
compito con calma, in
modo lucido e preciso.
Il Volontario soccorritore, durante l'emergenza, deve dimostrare
autorita' e fermezza.
E’ provato che molte reazioni nevrotiche da parte di superstiti
o vittime, sono ridotte o
eliminate con incoraggiamenti o con ordini impartiti con fermezza.
Il Volontario soccorritore se si comporta in modo calmo e
dimostra sicurezza nel
compiere i suoi "gesti tecnici", trasmette a chi
e stato colpito dalla calamita' un effetto
rassicurante; deve quindi imparare a dimostrarsi calmo, fermo,
autorevole e
rassicurante.
Il Volontario soccorritore, pero, non deve eccedere nel dimostrarsi
autoritario: un
atteggiamento eccessivo aggrava l'ansia delle vittime che
hanno bisogno di
rassicurazioni e comprensione. Pur rimanendo autorevole, fermo
e calmo, il
Volontario deve collaborare e cooperare.
Le pagine che seguono contengono una serie di informazioni
di base che
permettono al volontario soccorritore, in caso di intervento,
di capire le reazioni
di chi e' colpito da una catastrofe e di comportarsi in modo
corretto.
5.- COMPORTAMENTO E REAZIONI DELLE VITTIME DI UNA
CATASTROFE
Vittima - Questo termine indica non solo i morti ed i feriti,
ma anche i sopravvissuti
fisicamente indenni e i sinistrati che hanno accusato la perdita
di parenti e dei beni
materiali.
Comportamento delle vittime - Le vittime, immediatamente dopo
l'evento, hanno
reazioni e comportamenti, individuali o di gruppo, che possono
aumentare la
confusione e la disorganizzazione sociale e costringere i
soccorritori a impegnare
inutilmente tempo ed energie.
Gli studi fatti insegnano che, nella maggior parte delle catastrofi,
il 70% degli
individui mantiene un comportamento apparentemente calmo,
ma che in realta'
corrisponde alla incapacita di provare emozioni e di avere
iniziative di ogni tipo; il
15% degli individui manifesta subito reazioni di disagio;
il 15% degli individui
mantiene sangue freddo.
5.a.- REAZIONI INDIVIDUALI DELLE VITTIME
5.a.1.- Reazioni ridotte nel tempo e senza conseguenze.
Le reazioni della vittima possono essere: fuga precipitosa,
agitazione psicomotoria,
aggressivita, immobilita, ecc... Sono di breve durata e non
lasciano conseguenze.
Quando la vittima riacquista lucidita', generalmente prova
un senso di vergogna per
quello che ha fatto.
Intervento dei soccorritori. Deve limitarsi a parole energiche
ma rassicuranti
pronunciate con tono di voce calmo, ma fermo. E' bene che
la vittima sia subito
coinvolta nelle attivita' di soccorso.
5.a.2.- Reazioni ridotte nel tempo e senza conseguenze, ma
tardive.
La vittima, anche se durante la catastrofe ha saputo mantenersi
calma e durante le
operazioni di soccorso ha prestato il proprio aiuto in modo
valido, improvvisamente
viene colta da: crisi di pianto, eccessi di aggressivita,
tremore alle braccia e alle
gambe, comportamenti isterici, ecc.... Generalmente la crisi
si manifesta quando il
pericolo e passato e le forze fisiche e le risorse morali
si sono esaurite. Inoltre, il fatto
di non essere piu concentrati in attivita' di soccorso, rende
la vittima facilmente preda
dell'ansia e dell'angoscia. Questo fenomeno colpisce le persone
che in apparenza
sembrano calme, ma che in realta' la catastrofe ha reso incapaci
di provare sensazioni.
Il loro lavoro, fino al momento della crisi, e stato un insieme
di gesti compiuti
meccanicamente.
Intervento dei soccorritori. Se la crisi non termina in modo
autonomo, dovra servire a
facilitare il suo superamento con parole di conforto o di
incoraggiamento, per poi
reintegrare il soggetto nel gruppo dei superstiti impegnati
in altre attivita' di soccorso.
5.a.3.- Reazioni durature.
Colpiscono vittime che gia prima dell'evento sono soggetti
psicologicamente fragili o
sofferenti psichici. Sono reazioni spettacolari ( tentativo
di suicidio, improvvise fughe
ingiustificate, false paralisi, falsa cecita', allucinazioni,
paura di rivivere l'evento,
ecc...), sono continuate nel tempo e cessano quando il medico
interviene con il
farmaco adatto.
Intervento dei soccorritori. Deve servire a isolare la vittima
dal gruppo degli altri
superstiti, a mantenerla sul posto del ritrovamento il meno
possibile, a portarla
immediatamente al piu vicino posto medico per le cure del
caso. E' scontato ricordare
che l'analisi di questi comportamenti e le decisioni conseguenti
sono unicamente
compito del personale medico.
5.b.- REAZIONI COLLETTIVE DELLE VITTIME
Colpiscono gruppi piu o meno numerosi di vittime e, in alcuni
casi, anche tutta la
comunita coinvolta nella catastrofe.
5.b.1.- Fuga
E' la reazione piu diffusa. Consiste nell'abbandono della
zona sinistrata, coincide con
il ritardo nell'arrivo dei soccorsi, dura qualche ora e termina
con il raggiungimento di
un luogo considerato sicuro. Causa un afflusso massiccio e
incontrollato di superstiti,
alla ricerca di aiuto, nelle zone intorno all'area colpita
dalla catastrofe.
Intervento dei soccorritori. Deve bloccare la fuga portando
i soccorsi e le cure
richieste e riorganizzando i gruppi. Questi interventi rassicurano
e tranquillizzano le
vittime, allontanando la paura.
5.b.2.- Paura collettiva o panico
E' la reazione piu' temuta e piu' pericolosa. Consiste in
una fuga disperata
accompagnata da atti violenti. Il panico collettivo si sviluppa
all'improvviso per il
sopraggiungere di un pericolo reale o di una minaccia reale
o immaginaria e si
propaga per imitazione. Causa morti e feriti perche' calpestati
o schiacciati contro un
ostacolo e si esaurisce spontaneamente, dopo alcuni minuti.
E' seguito da una fase di
calma dovuta allo scaricarsi della tensione.
Intervento dei soccorritori. Esaurito il fenomeno, con la
loro presenza, devono
rassicurare e tranquillizzare la popolazione, riorganizzare
i gruppi, individuare e
isolare gli individui che possono aver provocato la reazione.
L'intervento migliore
consiste nella prevenzione: gestione razionale dell'allarme
e informazioni continue
alla popolazione.
6.- IL RUOLO ATTIVO DELLA POPOLAZIONE COLPITA DALLA
CATASTROFE
La popolazione colpita da una catastrofe, anche se vittima
delle reazioni descritte
nelle pagine precedenti, ha un ruolo importate ed utile nella
gestione dei primi
soccorsi.
Gli abitanti della zona interessata dall'evento, infatti,
possono:
• indicare ai convogli dei soccorritori le vie di comunicazione
migliori o alternative
• collaborare nella ricerca dei dispersi e nel riconoscimento
delle vittime
• fornire informazioni indispensabili a proposito di eventuali
pericoli derivanti dalla
presenza di industrie, di depositi o di altre attivita' nella
zona.
Occorre ricordare, inoltre, che tra le vittime ci sono persone
che per la loro
professione, preparazione e posizione sociale possono esercitare
un ruolo importante
nella organizzazione dei soccorsi e influenzare positivamente
la popolazione
(amministratori pubblici, medici, ministri del culto, insegnanti,
rappresentanti delle
forze dell'ordine, ecc...).
Non tenere conte di queste risorse umane esistenti e un errore
sia sul piano
organizzativo, che su quello della prevenzione delle reazioni
psicologiche collettive
causate dalla catastrofe.
7.- LA CATASTROFE
La catastrofe e un avvenimento improvviso e inaspettato che
colpisce una collettivita',
sconvolge l'organizzazione sociale e provoca danni molto importanti,
sia alla
popolazione (morti e feriti) che alle cose (case, strade,
ecc...).
La catastrofe causa una temporanea sproporzione tra mezzi
di soccorso disponibili
immediatamente e le reali necessita' causate dall'evento.
La catastrofe e un avvenimento che richiede la mobilitazione
straordinaria di una
grande quantita' di soccorsi.
7.a.- CLASSIFICAZIONE DELLE CATASTROFI
Esistono due metodi di classificazione delle catastrofi. Il
primo si basa sull'origine
dell'evento, il secondo sul numero di vittime provocate.
7.a.1.- Classificazione delle catastrofi in base alla loro
origine
CATASTROFI NATURALI
• Catastrofi geologiche - Terremoti, frane, eruzioni vulcaniche,
maremoti.
• Catastrofi climatiche - Alluvioni, inondazioni, valanghe,
mareggiate, grandinate,
ecc...
• Catastrofi batteriologiche – Epidemie
• Catastrofi zoologiche - Invasioni di cavallette, termiti,
ecc...
CATASTROFI TECNOLOGICHE
• Incidenti - Stradali, aerei, ferroviari, marittimi, fluviali.
• Incidenti - Chimici, nucleari, trasporto di sostanze pericolose.
• Incendi - Abitazioni, uffici, complessi industriali.
• Crollo – Immobili
• Cedimenti – Dighe
• Esplosioni - Silos, ordigni, materiali pericolosi
CATASTROFI DI GUERRA O DI CONFLITTO ARMATO
• Cannoneggiamenti
• Bombardamenti - Aerei, navali
• Siluramenti
• Occupazione di eserciti nemici
• Aggressioni - Nucleari, batteriologiche, chimiche
• Sabotaggi
CATASTROFI SOCIALI
• Moti di rivolta
• Carestie
• Terrorismo e incidenti dolosi
• Presa di ostaggi
7.a.2.- Classificazione delle catastrofi secondo il numero
delle vittime
• Incidenti ordinari - 1/10 vittime
• Incidenti catastrofici - 10/100 vittime
• Disastri collettivi - 100/1.000 vittime
• Disastri maggiori - 1.000/100.000 vittime
• Catastrofi maggiori - 100.000/1.000.000 vittime
Esiste un'altra classificazione che definisce un avvenimento
catastrofe se provoca
queste conseguenze:
• 50 morti
• oltre 100 feriti
• oltre 2.000 persone evacuate
• danni materiali valutati almeno 50 milioni di dollari USA
8.- CONCLUSIONI
Spesso (troppo spesso) si incontrano nel mondo della Protezione
Civile Volontari
(sicuramente animati da grande generosita', disinteressato
altruismo e buona volonta')
che dedicano molta attenzione :
• ai tesserini da esibire
• ai variopinti adesivi con cui ornare la propria autovettura
• alla mitica "divisa" (spesso trasformata in una
ricca collezione di distintivi di
forme e colori differenti)
Leggendo queste pagine, si intuisce che la Protezione Civile
e ben altra cosa: e una
scienza.
NON E' LA DIVISA CHE FA IL VERO VOLONTARIO!
Spesso si accusano gli Organismi competenti preposti alla
Protezione Civile di
superficialita', improvvisazione e incompetenza.
• Tutti i volontari, qualunque sia il loro compito specifico,
in caso di emergenza
"vera", sono in grado di operare in modo adeguato?
• La buona volonta e la disponibilita' sostituiscono la mancanza
di preparazione?
• Le Associazioni di Volontariato, oltre alle divise, forniscono
ai loro iscritti anche
gli strumenti per prepararsi ad operare sempre meglio?
La risposta e in chi si interroga. Alfina e Mario Tassone