CORSO A.
R. I. DI PROTEZIONE CIVILE PER
MANSIONI TECNICO-PRATICHE DI RADIOPERATORE
La conseguenza piu' immediata
di eventi calamitosi, di una certa gravita' e': L'interruzione
improvvisa di tutti i sistemi esistenti della telecomunicazione,
anche quelli radio. Questo impedisce che la fase piu' delicata
dell' intervento di aiuto, che e’ quello di controllo e comunicazione
del tipo di sinistro, possa essere comunicato. La preparazione
nel piu' breve tempo possibile, di sistemi omogenei di trasmissione
e' definito: Emergenza Radio. Da questo tipo di emergenza
molto importante per la buona riuscita delle operazioni, l'
Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria Settore Ambiente
ed Energia Servizio Protezione Civile e l' Associazione Radioperatori
Italiani della sezione di Reggio Calabria sotto la direzione
dei Pregiatissimi Architetto Antonino Romeo, ed il Dott. Bruno
Surace Presidente della stessa A. R. I. hanno sviluppato il
Corso per Mansioni Tecnico-Pratiche di Radioperatore di Protezione
Civile (Otto sedute). Il corso molto corposo, ha visto impegnate
le varie Associazioni di Volontariato di Protezione Civile
della Provincia di Reggio Calabria, Le Guardie Provinciali
e molte Forze dell'Ordine. A conclusione nel Palazzo Provinciale
di Reggio Calabria, con un grande plauso per l' Assessore
Franco i Dirigenti ed in modo particolare per il Presidente
del A. R. I. il Dott. Bruno Surace (quello che fra l'altro,
ha condotto con i suoi Soci in modo veramente valido e fraterno,
le lezioni dell’ intero corso), sono stati consegnati ad ogni
Ente Giuridico ed Associazione i proficui attestati. Questa
preparazione migliora in modo rilevante la professionalita'
e l'operativita' in caso di emergenze Nazionali ed Internazionali
di Protezione Civile di tutti gli operatori coinvolti. L'
A. R. I.: E’ stata fondata nel 1927 da Ernesto Montu' (a quel
tempo Associazione Radiotecnica Italiana), uno dei primi Radio
Amatori del nostro Paese. Ricordiamo che il Presidente Onorario
dell’ A. R. I. dall’ anno di fondazione al 1939 e’ stato Guglielmo
Marconi. Alfina e Mario Tassone